L’ansia non bussa prima di entrare, di Brittin Oakman

L’altro giorno cercavo materiale sul tema della self-care, la pratica del prenderci cura di noi.

Potreste pensare che è solo per ragioni professionali che lo stavo esplorando, che nell’MBSR leggo spesso le poesia della buona notte, che la questione tutto sommato si ferma qui. Non è proprio così.

La verità è che mi sono scelta un lavoro, e delle modalità di costruirlo giorno per giorno, che fa bene a voi ma anche tanto a me: ogni professionista è sempre, prima del ruolo che svolge, un essere umano con tutta la meraviglia e le complicazioni che questo comporta.

In generale, sulla self-care possiamo tutti migliorare, io per prima, che ho l’abitudine di sottovalutare la fatica e chiedere a volte un po’ troppo a me stessa.

C’è una cosa però su cui sono sempre stata brava: prendermi tempo per me stessa. Regalarmi momenti di solitudine per ascoltarmi, lasciare andare, riposarmi e ricaricarmi. Mi aiuta, poi, a stare molto meglio anche con gli altri e a circondarmi di persone con cui sto bene per davvero, perché una volta che mi sono rigenerata,  mi è più facile essere me stessa con gli altri e, se serve, per gli altri.

Comunque, per farla breve, cercando ho scoperto questa poesia di Brittin Oakman. S’intitola “L’ansia non bussa prima di entrare”, la traduzione è mia.

Ho mentito e ho detto che avevo da fare.
Avevo da fare,
ma non nel modo che s’intende di solito.

Ero impegnato a fare respiri profondi.
Ero impegnato a mettere a tacere pensieri irrazionali.
Ero impegnato a calmare un cuore che batteva all’impazzata.
Ero impegnato a dire a me stesso che va tutto bene.

A volte, questo è il mio essere impegnato-
e non chiederò scusa per questo.

Non so voi, ma quando l’ho letta per la prima volta, ho pensato che andrebbe distribuita per strada.

 

 

Carolina Traverso

BIO PROFESSIONALE Carolina è la fondatrice di Semplicemente Mindfulness. Psicologa e psicoterapeuta, si è formata all'insegnamento della mindfulness con Jon...

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