Testimonianze allievi

Lino Causarano è vivo e intero!
Per vedere i risultati del programma MBSR ci vogliono tre ingredienti: un bravo insegnante (e Carolina lo è), una sufficiente motivazione interiore, e la fiducia di ancorarci al respiro lasciando essere e lasciando andare con gentilezza e compassione tutto ciò che transita per la nostra mente.
Personalmente ho smussato parecchie spigolature presenti nel mio carattere, sviluppando più pazienza, tolleranza, presenza mentale.
In questo mi sono sentito molto sostenuto dall’interiorizzazione di una frase che ho sentito più volte ripetere durante il corso e che direttamente mi riconduce all’importanza della virtù della Semplicità:
“Sono vivo, sono intero, è tutto qui, è tutto davvero qui”
MARGHERITA C. e una mindfulness a tutto tondo
Ho scelto di intraprendere il programma MBSR per concedermi di poter coltivare anche la mia parte “spirituale”.
Nella mia vita sono sempre stata una gran scettica e la mia attenzione è sempre stata rivolta molto alla cura del corpo (non in senso estetico, nel senso di “prendersi cura di”, “avere attenzione per”), sottovalutando più che mai la cura dell’anima. Così ho deciso di regalarmi qualcosa che non mi ero mai regalata prima e di questo oggi mi sono grata.
Mi sono interessata della mindfulness per cercare di trovare una strategia che mi aiutasse a uscire dal mio malessere e da una situazione che da mesi si era un po’ incancrenita. La vera novità è che, lungo questo cammino, ho capito che il percorso intrapreso mi avrebbe portato altrove. Lezione dopo lezione, capivo che il programma MBSR non mi avrebbe dato:
– un manuale di istruzioni pratiche per sopravvivere alla quotidianità
– una risposta definitiva ai miei problemi
– una rivoluzione che stravolgesse la mia vita
La vera rivoluzione e la vera scoperta è che tutto questo vivere mindful va oltre il superamento delle difficoltà, va oltre il varcare la soglia di sofferenza, va oltre il fuggire dai propri dolori. Anzi è ben altro: si tratta di un approccio e inonda e investe la vita a tutto tondo. Si tratta di provare a mangiare diversamente, si tratta di imparare a fare una passeggiata come non hai mai fatto, si tratta di vivere anche la gioia e i momenti di felicità con uno slancio e una consapevolezza differente.
E questo è il regalo più grande che mi porto a casa da questa esperienza.
La vita può essere vissuta diversamente, non sto raccontandovi di aver avuto un’epifania.
Sto dicendo che ora vedo che c’è un sentiero diverso che mi piacerebbe intraprendere: un sentiero di consapevolezza che mi aiuta a fare amicizia con quello che c’è e a riconnettermi con me stessa ogni volta che lo desidero.
Grazie a me, a Carolina e a tutto il gruppo di neo-graduati MBSR!
SILVANA S. sull’imparare ad amarsi

Fare amicizia con se stessi, imparare ad amarsi, a piacersi, ad accettarsi, così come si è. “Non più belli, più performanti, più intelligenti, più pazienti, più razionali, più brillanti…ma esattamente così come sì è”. Impresa impossibile?

Esperienza possibilissima e vivibilissima, in tutta la sua forza e bellezza. E’ stato questo il principale regalo arrivatomi assieme al programma MBSR, sperimentato con Carolina in Semplicemente Spazio.

Avevo deciso di frequentare il programma sulla riduzione dello stress attraverso la mindfulness (“MBSR”, appunto) perché speravo di ritagliarmi un spazio “lento e rilassante” tutto per me, facendo una pausa rispetto al (duro) tran tran quotidiano, fatto di impegni, orari da rispettare, responsabilità lavorative e genitoriali, in cui la “domanda” che il mondo esterno mi faceva, in termini di prestanza fisica e psicologica, resistenza, pazienza, coraggio, diventava sempre più impellente.

Ma non solo. Iscrivendomi al programma MBSR, speravo si realizzasse ciò che indirettamente mi prometteva la lettura dei libri di Jon Kabat Zinn, avvenuta qualche anno prima. E cioè imparare a “stare” anche con le sensazioni/emozioni che solitamente classifichiamo immediatamente come negative: dolore (fisico), sofferenza (psichica), rabbia, delusione, stanchezza, paura e chi più ne ha più ne metta. Quelle sensazioni che tutti prima o poi attraversiamo o viviamo, insomma, e dalle quali istintivamente cerchiamo subito di liberarci, agendo e reagendo spesso impulsivamente, senza aver chiaro il quadro, la “visione” complessiva delle cose, in questa urgenza di tornare subito a controllare e a dirigere l’andamento della nostra vita secondo i nostri (presunti buoni) piani o le nostre perenni aspettative. Speravo in questo modo anche di diventare una mamma migliore, ancora più forte e paziente. Chissà, mi immaginavo, magari anche un po’ più “zen” davanti alla mia piccola che rovescia un’intera bottiglia di succo di frutta sul divano o riesce a scovare la mia trousse dei trucchi facendone ampiamente e allegramente uso su di lei (alla tenera età di due anni e mezzo) e su tutti i suoi pupazzi (certamente rimarrò serena e impassibile, mi dicevo!).

Non sono diventata “zen”. Ma ho ottenuto molto, molto di più. Ho imparato ad accettare anche le emozioni spiacevoli, nel momento in cui si presentano, come emozioni, appunto, passeggere, che hanno una loro dignità e senso, e che tuttavia, spessissimo, non sono la “verità” assoluta. Ma solo un modo di vedere, anzi di “pensare” cose e situazioni in un determinato momento. Modi di pensare e di vedere come tanti altri ve ne sono, e che vanno solo scoperti. Con pazienza. Imparando a fermarsi, a respirare, ad ancorarsi al corpo e al respiro e a darsi la chance di comprendere che le emozioni e i pensieri esistono e fanno il loro cammino, ma noi siamo anche altro.

Basta solo non dare alla mente tutta l’importanza che solitamente essa vuol prendersi. Imparando anche a ribaltare convinzioni granitiche e idee consolidate a vantaggio di una visione più aperta, gentile, equanime di tutto ciò che ci circonda e ci accade in un determinato momento. Dando tempo al tempo. E regalandosi ogni giorno un po’ di tempo.

Mi sono fatta, intanto, una nuova amica (oltre alle 13 persone con cui ho fatto il corso e a Carolina): me stessa.

NADIA… e Giacomo
Per nove mesi ho camminato nel mondo con il battito di due cuori dentro di me.
Nove mesi di passi lenti e tempo senza misura, in cui il mio respiro ha attraversato momenti di ansia e dubbi, certo, ma i miei nuovi occhi, ad ogni sguardo posato intorno a me ed al mio interno, hanno scoperto sfumature di luce e di colore mai così intense ed avvolgenti.
La mia mente si è aperta al silenzio, e si è lasciata condurre disarmata, assaporando le sensazioni e le parole di ogni giorno di questi viaggi in due.
La mia mente è rimasta ancorata al respiro anche quando il medico mi ha ricoverata. E di nuovo al respiro si è appoggiata quando il medico ha deciso che il cesareo sarebbe stata la scelta migliore.
C’è quello che c’è.
Il mio cuore era saldo, anche se avevo immaginato un percorso diverso… perchè ho imparato, alla luce delle candele del lunedi sera, che spesso la vita non soddisfa le traiettorie che la nostra mente disegna in modo meticoloso, anzi, ci presenta soluzioni inaspettate.
Un attimo.
E poi ho sentito il suo pianto… e quando l’ostetrica si è avvicinata a me, col mio bambino consapevole in braccio, tutto ciò che il mio cuore conteneva è esploso.
Come se ogni cosa avessi conosciuto fino a lì si concludesse, per dare spazio a tutto ciò che Giacomo avrebbe portato con sè.
Uno di quegli attimi cristallini,
che fanno trasparente il tuo sentire,
e ti rendono presente alla vita.
Grazie per il percorso insieme.
Nadia e Giacomo
LILIANA P. e i viaggi mentali

La prima volta che ho sentito nominare il programma MBSR è stato dal mio ragazzo, inizialmente ero veramente perplessa, questa sigla nel mio immaginario era collegata direttamente a qualche servizio segreto o setta non ben indentificata!

Quindi, prima ancora di approfondire il contenuto del programma mi ero fatta un bel viaggio mentale, una trama degna del miglior film di spionaggio di Hitchcock. Dopo il mio film mentale, ho deciso di approfondire l’argomento facendomi raccontare dal mio ragazzo di che cosa si trattasse con il risultato che sono andata ancora più in confusione!

Mi parlava di riduzione dello stress nella vita quotidiana, dell’osservazione delle nostre emozioni, di respiri e di consapevolezza delle sensazioni del corpo, insomma una serie di cose messe insieme che non riuscivo a capire, d’altronde perchè mai dovrei aver bisogno di ridurre il mio stress quotidiano o fermarmi sulla osservazione delle mie reazioni? Mica mi sentivo una persona stressata, mica mi serviva sentire il mio corpo o fare qualche respiro per star bene, io stavo bene…

Passato un anno  la parola Mindfulness si era radicata nella mia testa, un pensiero fisso, osservavo il mio ragazzo che aveva cambiato degli atteggiamenti in certe situazioni che io non ero mai riuscita a cambiare, osservavo come era più consapevole e come si viveva il momento per momento, semplicemente, senza tanta fatica.

Lui aveva toccato qualcosa che io non potevo capire, non riuscivo a vedere, era come se viaggiassimo su due binari diversi. Questa percezione di una ricchezza acquisita interiormente è stata la mia spinta decisiva per iscrivermi al programma, una scelta che non rimpiangerò mai nella vita.

MBSR è stato un viaggio in un mondo mai visto prima, un mondo scandito dal tempo e dalla consapevolezza di essere qui, adesso. Quante cose diamo per scontate, quanti pregiudizi, quanto stress mentale ci creiamo inutilmente, tutte energie sprecate che attraverso la pratica ritornano improvvisamente a noi.

Con la guida di Carolina, ho affrontato un percorso fatto di tante emozioni, un programma che va seguito con costanza e impegno e con le sue poche regole precise e chiare, un programma  che ti ripaga ogni singolo momento.

Ora, vivo più consapevole delle mie emozioni e dei miei limiti. Riconosco i fattori che mi causano lo stress, riesco ad affrontarli senza scappare, riesco a liberare la mia mente e a concentrarmi sulla semplicità del momento come può essere una pedalata ritornando dall’ufficio a casa, con semplice gentilezza osservando il momento e lasciando un po’ andare la presa della mente giudicante, perchè posso essere il suo padrone e lei il mio servitore.

LAURA F. dichiara pace

“Dov’è la tua attenzione adesso?”

Non me lo ero mai chiesta.

I miei pensieri erano spesso impantanati nei ricordi del passato o proiettati nelle aspettative future.

Mi sono affidata alla guida gentile ma ferma di Carolina, cercando di imparare a stare, osservare, ascoltare, portare l’attenzione e ripetermi in diversi momenti della giornata: “Ritorna qui, alle sensazioni del respiro e del corpo, a questo passo”.

Il presente è davvero l’unico spazio che possiamo vivere.

Praticando, semplicemente, ci si allena a coltivare la presenza mentale che aiuta a vivere pienamente, cogliere le sfumature, godersi il viaggio, connettersi al corpo e al fluire della vita.

Ancorarmi al respiro mi permette di essere sveglia, di notare quello che c’è.

Non sempre è piacevole… anzi a volte non mi piace per niente ma ho imparato che va bene così… c’è quello che c’è.

La consapevolezza sconfigge gli automatismi della mente e fa riscoprire noi stessi.

E’ già tutto in ognuno di noi, questa è una grande opportunità.

“Dichiara pace. Il mondo non è mai parso così nuovo e prezioso. Bevi una tazza di tè e rallegrati. Agisci come se l’armistizio fosse già arrivato. Non aspettare un altro minuto” ~ Mary Oliver 

Grazie a Carolina e ai miei compagni di avventura.

Take a deep breath…

 

ELENA B. torna a casa saltellando

Tornare a casa saltellando

con il cuore e la mente leggera

con il corpo e la mente una cosa sola

ridendo di me stessa e volendomi bene.

Mi torna la voglia di cantare

di stare bene con niente

di guardare avanti sicura, con gli occhi socchiusi come in una giornata di luce.

La leggerezza e il dono più grande che mi ha portato la mindfulness. Che mi ha fatto ritrovare dentro di me. Senza troppa filosofia.

Grazie al corso di MBSR mi sono presa cura della ragazza che ero e che sono, ma che troppo spesso accantono, vittima della mente giudicante e dello stress quotidiano della città, degli altri…mio.

Buona pratica.

PAMELA LODOLO e il suono della campana
IL SUONO DELLA CAMPANA è un articolo scritto da Pamela Lodolo sul suo blog Merendina da Tiffani.
Parla di amicizie che si intrecciano, di malattia e di perdita, di riscoperta, di vita che fluisce, dell’ascolto di sè.
Ma pensandoci l’articolo forse è anche un po’ scritto dalla vita e dalla capacità di saperla accogliere, ricordandoci che la morte e la nascita ne fanno parte entrambe.
Ed è anche un po’ scritto da Cristina, che diceva che quando sarebbe uscita dall’ospedale avrebbe voluto insegnare mindfulness ma che, di fatto, lo stava già facendo lì dov’era.
Forse aveva capito che non bisogna aspettare domani per essere quello che siamo.
Buona lettura.