Testimonianze allievi

Matteo Dossi

“Il programma MBSR è vitale per riuscire a vedere quanto nella vita disprezziamo alcune emozioni e non vogliamo starci, perchè la nostra mente le giudica negative; mentre altre, giudicate positive, sono agognate.

Ma così facendo non viviamo intensamente e completamente, oltre a renderci la vita un inferno alla lunga.

Perchè la vita è un tutto, mescolato e alternato: come lo yin e lo yang.

Ho imparato che posso essere tante cose, senza fossilizzarmi su un aspetto: ci sono emozioni e forze dentro di noi.

Dei e demoni potenti, tutti da conoscere e venerare. Se lasciamo andare, abbiamo spazio per accoglierli e non lasciano traccia.

Altrimenti questi stati mentali rimangono con noi e ci rendono il cammino pesante.”

LUDMILLA S.

“Durante le otto settimane del programma MBSR ho iniziato a sentire una distanza, che non so colmare con un racconto, tra quel che ho letto e quel che ho vissuto. Ad esempio, a cosa serve aspirare all’armonia della mente e del corpo e leggere a proposito della consapevolezza senza aver capito come provare a tradurre questa parola in pratica? Per esprimere, in parte, questa distanza, mi appoggio a una frase che ritagliai da una rivista: ‘[…] l’orizzonte del sentimento è molto più ampio dell’orizzonte della parola […]. E allora bisogna essere forti per abitare i bordi del linguaggio, le sue insufficienze, le sue inesprimibilità che sono costitutive del sentimento’ (Galimberti U., 2008).

Aver notato l’utilità che a volte può nascere se si abbandonano le descrizioni, le sintesi e i giudizi è uno dei motivi per cui mi è passata la voglia di leggere libri sulla mindfulness, mentre è aumentata quella di praticare provando ad essere costante, fiduciosa e paziente, similmente a come può accadere quando si inizia a praticare uno sport che richiede un frequente allenamento per poter essere un po’ appreso.

In diversi istanti quotidiani sento che sta iniziando ad essere di giovamento stare nel presente in un altro modo: l’attenzione al mio respiro (quando ci avevo pensato l’ultima volta? Forse nel 2002, quando feci un corso di respirazione? Forse quando mi è capitato di svegliarmi per un respiro un po’ troppo pesante?)  la volontà di prestare attenzione al corpo e dare un nome alle sensazioni; il piacere di percepire il silenzio delle sensazioni corporee; la sorpresa di pensare a qualcosa che avrei definito noioso come a qualcosa che, invece, è semplice e amabile, anche se non sempre facile. 

Sono contenta di aver partecipato al programma MBSR e di aver ricominciato a notare e a voler contenere la tendenza non utile a giocare a nascondino con me stessa.

Certo, l’impazienza continua ad assalirmi, il desiderio di modificare in modo ben visibile (da me e dagli “altri”) certi atteggiamenti e situazioni a volte è al centro dei pensieri, ma confido nel fatto che, se provo a star ferma, posso rendermi conto che le sensazioni e i pensieri spiacevoli non durano per sempre, non equivalgono a me.

A proposito, ancora una volta mi ronza in testa una delle risposte che mi ha dato Carolina, citando nonricordochi: ‘Disegni un drago e poi ti spaventi’…”

Ludmilla S.

ROBERTO M.

“Era da tempo che cercavo un modo per avvicinarmi alla meditazione come primissima esperienza con la curiosità di provare nuovi stati di coscienza e di imparare eventualmente una strategia per migliorare le mie capacità psico-fisiche cercando però di eludere finalità filosofiche, religiose o spirituali – la mindfulness è sembrato proprio l’approccio ideale e, dopo vari incontri di presentazione tra le varie opzioni trovate ho scelto Semplicemente Spazio perché da subito ho percepito in Carolina una persona preparata, che crede e ama le cose che propone e che è riuscita poi, per tutto il corso, a creare un ambiente, una relazione e una comunicazione dove la accoglienza, la serenità e la GENTILEZZA sono sempre stati presenti.
Un corso per nulla accademico, della serie: poche chiacchiere (il giusto) ma molta pratica; nessun fondamentalismo o integralismo ma tanta di libertà di provare, di sentire, sperimentare e di aprirsi a questa nuova esperienza. La perplessità iniziale (mi ero sempre detto: “Ma devo pagare per stare lì seduto a pensare?”) è stata subito fugata dalla varietà e intensità di sensazioni, emozioni, percezioni, pensieri che hanno dato l’apertura a un modo nuovo di vedere e sentire se stessi e la realtà intorno… un modo che solo in rare occasioni – quando siamo felici? – ci accade di provare.

Con la mindfulness ho avuto conferma di diversi concetti e atteggiamenti che pensavo veri, importanti e già miei ma che sempre più spesso dimenticavo: la posizione non giudicante, l’importanza del momento presente, la necessità dell’auto -osservazione e della consapevolezza di sé, l’accettazione della nostra realtà, la bellezza che si può trovare in ogni cosa e in ogni istante … ritrovare tutto questo (e tanto altro ancora!!) in una disciplina così semplice e così accessibile è stato abbastanza coinvolgente. Il ritrovare in tutti i momenti di quotidianità le sensazioni di equilibrio, serenità, concentrazione, rilassamento e armonia evocati o anche solo intuiti nei momenti di pratica mindfulness sono indubbiamente un miglioramento della qualità della vita che mi fa considerare inevitabile adottare l’atteggiamento mindfulness a stile di vita continuo.
Interessanti risultati in così poche settimane: sono molto curioso di vedere cosa porterà la pratica continua della mindfulness.
Ancora un grazie di cuore a Carolina per questo grande momento.”