Per nove mesi ho camminato nel mondo con il battito di due cuori dentro di me.
Nove mesi di passi lenti e tempo senza misura, in cui il mio respiro ha attraversato momenti di ansia e dubbi, certo, ma i miei nuovi occhi, ad ogni sguardo posato intorno a me ed al mio interno, hanno scoperto sfumature di luce e di colore mai così intense ed avvolgenti.
La mia mente si è aperta al silenzio, e si è lasciata condurre disarmata, assaporando le sensazioni e le parole di ogni giorno di questi viaggi in due.
La mia mente è rimasta ancorata al respiro anche quando il medico mi ha ricoverata. E di nuovo al respiro si è appoggiata quando il medico ha deciso che il cesareo sarebbe stata la scelta migliore.
C’è quello che c’è.
Il mio cuore era saldo, anche se avevo immaginato un percorso diverso… perchè ho imparato, alla luce delle candele del lunedi sera, che spesso la vita non soddisfa le traiettorie che la nostra mente disegna in modo meticoloso, anzi, ci presenta soluzioni inaspettate.
Un attimo.
E poi ho sentito il suo pianto… e quando l’ostetrica si è avvicinata a me, col mio bambino consapevole in braccio, tutto ciò che il mio cuore conteneva è esploso.
Come se ogni cosa avessi conosciuto fino a lì si concludesse, per dare spazio a tutto ciò che Giacomo avrebbe portato con sè.
Uno di quegli attimi cristallini,
che fanno trasparente il tuo sentire,
e ti rendono presente alla vita.
Grazie per il percorso insieme.
Nadia e Giacomo