Perdere peso in modo naturale e volersi più bene con il Mindful Eating

Il desiderio di dimagrire dopo le feste

Prima di diventare un’insegnante di Mindful Eating facevo “solo” la nutrizionista, professione che ancora occupa gran parte del mio tempo e che mi appassiona molto.

Dopo le feste natalizie il mio studio diventa improvvisamente pieno. Molti, ritrovandosi con qualche chilo in più, vogliono correre ai ripari per perdere velocemente il peso acquistato. Altri hanno fatto dei buoni propositi per l’anno nuovo: prendersi cura di sé, iniziare un percorso di consapevolezza alimentare, perdere peso, pensare per tempo a sentirsi in forma per l’estate.

Per questo mi fa piacere raccontarti un piccolo aneddoto.

Perdere 13 chili dopo un workshop di mindful eating

Una donna raccontò di aver perso 13 chili in un anno dopo aver partecipato a un workshop di Mindful Eating.

Come ha fatto? Iniziò a farsi una domanda ogni volta che sentiva il senso di fame. Spesso la fame le veniva poco dopo la fine di un pasto. “Strano”, pensava. E più sentiva un certo languorino in situazioni particolari, più si fermava e cercava di rispondere a questa domanda: “Perché mangio?”. Le risposte erano diverse a seconda del momento, della situazione: “Per sentirmi in pace”, “Per occupare il tempo”, “Per non sentire questa spiacevole ansia che mi assale”, “Perché non so che fare”.

Così decise che, per 3 settimane, avrebbe ascoltato solo lo stomaco. Sapeva, infatti, che 3 settimane sono il tempo minimo per mettere il seme di una nuova abitudine. Quando lo stomaco era vuoto allora la donna mangiava fino a sentirlo piacevolmente pieno e quando sentiva questa sensazione smetteva di mangiare.

Obiettivo: rimettersi in forma

Imparare ad ascoltare la fame dello stomaco

Nessuna dieta speciale, nessuna imposizione, solo un ascolto meticoloso.

Cosa si chiede ad una persona che parla in un’altra lingua che non mastichiamo bene? “Per piacere parla lentamente”, “Puoi ripetere quello che hai detto?”.

Anche ascoltare il nostro stomaco è come ascoltare uno sconosciuto parlare in una lingua che nessuno ci ha insegnato.  Quindi la donna rallentava, si fermava, chiedeva al suo stomaco più e più volte quanto era pieno, quanto era vuoto e di che volume di cibo aveva ancora bisogno per sentirsi piacevolmente pieno.

Le 3 settimane passarono, non senza sforzo. La donna si era impegnata molto per ascoltare sempre lo stomaco e per non mangiare quando lo stomaco non glielo chiedeva. Ma questo impegno le aveva portato così tanta gioia e tanta serenità che la donna continuò per mesi. Lo sforzo non era più uno sforzo. Era diventato un’abitudine. E lei, ascoltando lo stomaco, si ritrovò con 13 chili in meno.

E tu, perché mangi?

Paola Iaccarino Idelson

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