Gestire i conflitti: il Lindy Hop, un cane e un orso polare

Perchè mi piace ballare Lindy Hop

Da qualche mese, con grande piacere, frequento un corso di ballo Lindy Hop ogni mercoledì sera. Durante le lezioni, i leader si dispongono in cerchio, e le follower girano cambiando il leader ogni tanto – anche se non è detto che sia sempre così, di solito i leader sono uomini e le follower donne.  Questo cambiamento di partner è molto importante. Non solo permette ad ognuno di fare esperienze diverse dello stesso passo con persone diverse, ma anche di coltivare uno degli aspetti che amo di più dello Swing, oltre alla musica e ai sorrisi delle persone: la connessione con il corpo e con chi ci si trova davanti.

Una decina di giorni fa, a lezione, all’ultimo ballo mi sono innervosita con il mio partner in un modo che non mi aspettavo. Lui mi ha ripetuto un paio di volte che dovevo stare più indietro, io ho percepito il suo tono di voce come aggressivo, e siccome siamo tutti grandi esperti di escalation, gli ho risposto stizzita che ballare con lui era come stare su un ottovolante. Soffro un po’ di vertigini e posso assicurarti che non era un complimento.

La mindfulness può aiutarti moltissimo a gestire le emozioni. Scopri come.

Vivere e risolvere un conflitto

La lezione è terminata e, nonostante la tensione fisica della rabbia sia scesa abbastanza velocemente,  mi sono portata a casa questa vignetta per giorni. Inizialmente la mia posizione era: “Non esiste che mi accolga così, non sono qui a ricevere ordini, e poi dovrebbe ricordarsi che vedo molto male da un’occhio e che essere sbalottata di qua e di là è l’ultima cosa che voglio da un partner di ballo e da nessuno in generale nella vita”. Un punto di vista direi decisamente rigido e molto personale.

Poi, piano piano, mi sono ammorbidita. Al duro: “Deve capire che non può fare così” è seguito: “Ma in fondo è uno simpatico, anch’io gli ho risposto davvero male, e il bello di un gruppo è che bisogna fare i conti anche queste esperienze”. Insomma, mi sono detta che era un’occasione di pratica, e che la mia missione non era avere ragione ma piuttosto prendermi cura della relazione.

Morale, lo scorso mercoledì sono andata a lezione con intenti paciosi, e quando ho incontato Giulio – nome inventato- mi sono avvicinata a lui sorridendo e gli ho detto: “Giulio, ma io e te non dobbiamo litigare quando balliamo!”. Giulio si è messo a ridere, affermando che secondo lui non avevamo litigato. Io ho insistito dicendo che però avevamo un po’ alzato i toni, e poi non so più bene cos’altro ci siamo detti perchè di fatto non era importante: tutto il non verbale diceva che eravamo sereni. Anzi, ora ricordo ricordo una frase di Giulio: “Ma sì magari l’altra volta avevi avuto una giornata difficile” e in effetti, ripensandoci, aveva ragione. Erano giorni in cui mi sentivo piuttosto tesa, ma non lo avevo collegato a quello che era accaduto.

Gestire i conflitti con la mindfulness

Forse conosci la storia del cane Churchill e del suo amico orso polare. Pare che Churchill fosse legato a un palo in mezzo al ghiaccio quando il suo padrone si è accorto che un orso polare gli si stava avvicinando. Sentendosi incapace di fornirgli protezione, il suo padrone ha deciso di filmare la scena aspettandosi il peggio. Ma quando l’orso si è avvicinato, Churchill si è messo a scondinzolare e i due hanno iniziato a giocare. L’orso ha fatto visita al suo amico Churchill in diverse occasioni nei giorni successivi, per divertirsi un po’ insieme.

La mindfulness ci permette di diventare autenticamente curiosi delle nostre esperienze. Portare la mindfulness nelle nostre interazioni quotidiane, anche quando le comunicazioni sono difficili e la temperatura emotiva rischia di alzarsi a dismisura, può aiutarci:

  • a riconoscere quando ci siamo chiusi e ci raccontiamo una storia che rischia di non farci vedere le situazioni con equilibrio
  • a coltivare il silenzio e la pausa che possono aiutarci a rilassarci, anzichè irrigidirci nei nostri punti di vista
  • a ricordarci l’importanza di coltivare l’armonia, rispettando noi stessi ma anche gli altri 
  • a farci una risata e ricominciare da capo quando inciampiamo, come è umano che sia, in questo processo

Che cosa ti fa aprire nelle conversazioni, e cosa invece ti fa chiudere? Che effetto ha questo sulle tue comunicazioni? Cosa può insegnarti l’incontro tra il cane Churcill e l’orso polare?

COMUNICARE MEGLIO PER VIVERE MEGLIO, Workshop di mindfulness e comunicazioni cruciali, sabato 1 febbraio

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Carolina Traverso

BIO PROFESSIONALE Carolina è la fondatrice di Semplicemente Mindfulness. Psicologa e psicoterapeuta, si è formata all'insegnamento della mindfulness con Jon...

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