Come praticare mindfulness quando ci sentiamo insoddisfatti

La pace e la contentezza sono sentimenti che richiedono pratica. Non sono la conseguenza dell’essere persone di successo, dell’essere innamorati o dell’essere magri. Sono, fra le varie cose, una conseguenza del fermarsi nel momento presente e dell’iniziare a guardarsi intorno.” ~ Geneen Roth

Se solo ci fosse meno traffico, se solo il mio amico non mi avesse deluso, se solo avessi meno rughe, se solo avessi più soldi, se solo il mio compagno mi capisse, se solo non fossi malato, se solo smettesse di piovere, se solo non mi sentissi così solo…

Se solo… se solo… se solo… aggiungete pure il vostro se volete, che un elenco di dimensioni e ingredienti variabili se stiamo a ben guardare lo abbiamo tutti.

Eppure, se ci avete fatto caso, anche se una di queste condizioni diventasse vera alla fine non è sufficiente a renderci davvero contenti: la mente va a caccia di insoddisfazioni ed è facile che, se non stiamo attenti, noi la si segua senza neanche accorgercene, finendo con il rimanere intrappolati nella sua stessa rete.

E così, ci convinciamo che siamo infelici perché il traffico aumenta, gli altri non fanno ciò che ci aspettiamo da loro, i soldi vanno e vengono, il corpo cambia e invecchia, a volte ci si ammala, e piove, piove e ancora piove – avete visto però che bei verdi ci sono fra gli alberi e nei prati quando piove?

E allora oggi vi propongo una pratica che mi sostiene sempre, ma in particolare quando sono stanca o vedo crescere l’insoddisfazione dentro di me.

Funziona così:

  1. Mi fermo: tutte le pratiche di mindfuness presuppongono questa scelta radicale, senza la quale ci condanniamo troppo spesso a ripetere nel presente il nostro passato doloroso 
  2. Faccio amicizia con quello ce c’è: chiudo gli occhi, e porto l’attenzione al respiro. Noto che sono viva. E’ un miracolo, per tutti noi: bello e tenero e fragile e potente di per sé. Osservo quello che c’è senza cercare di cambiare nulla: sensazioni fisiche, suoni, pensieri, emozioni… Questa istruzione è fondamentale: ciò a cui resistiamo persiste, mentre ciò a cui portiamo un’attenzione coraggiosa e gentile è un’opportunità per riconnetterci con la nostra saggezza interiore. In una prospettiva di mindfulness, non c’è nulla da correggere, c’è solo da portare l’attenzione: la consapevolezza, da sola, trasforma e guarisce.
  3. Riapro gli occhi e mi guardo intorno. Che cosa vedo? Che cosa sento? Chi c’è con me? Mi prendo il tempo per assaporare, gustare, apprezzare, sentire, ascoltare, sorprendermi. Forse non potremo cambiare tutte le condizioni stressanti della nostra vita, ma possiamo scegliere: se credere a tutto quello che la mente dice, oppure ricordarci che questo momento va ben oltre ciò che la nostra mente ha deciso di fare per renderci la vita difficile. Questo è il tempo migliore che possiamo vivere, e l’unico che abbiamo. 

Saluti da Semplicemente Spazio. E buona pratica.

 

Carolina Traverso

BIO PROFESSIONALE Carolina è la fondatrice di Semplicemente Mindfulness. Psicologa e psicoterapeuta, si è formata all'insegnamento della mindfulness con Jon...

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