Yoga, Guru e Scandali

Recentemente ho aderito alla campagna promossa da un bravo ed attento insegnante di Yoga americano, mia vecchia conoscenza. Il suo nome è Lucas Rockwood e la campagna si chiama “I am my own Guru”. Sono  io il mio Maestro.  L’idea nasce dalla volontà di sensibilizzare sempre di più i praticanti di Yoga e futuri tali circa un problema che negli anni pare non essere mai diminuito – anzi! – e che sicuramente provoca grande imbarazzo nelle diverse comunità spirituali del mondo: gli abusi sessuali perpetrati da Maestri riconosciuti a livello locale o internazionale ai danni di allieve e/o seguaci.

Disgraziatamente gli scandali sessuali hanno piagato la cultura yogica fin dalla sua introduzione nel mondo occidentale, alla fine del XIX secolo. Ai disonori delle cronache sono balzati, solo per ricordare gli ultimi,  John Friend, popolarissimo fondatore di Anusara Yoga (da cui è stato letteralmente esiliato), Amrit Desai, ex leader del Kripalu Center for Yoga & Health e soprattutto Bikram Choudhury, 67enne ideatore dell’ultrafamoso e diffusissimo Bikram Yoga. Tutti denunciati e condannati (Bikram a parte, la prima udienza si terrà nel 2014) per abusi sessuali ripetuti nei confronti di allieve dei loro centri.

Pratico ed insegno Yoga da tanti anni e ne ho viste letteralmente di tutti i colori, sembra infatti essere quasi una tappa obbligata imbattersi nello pseudo Guru approfittatore e non si tratta di un incontro indolore. Quando metti l’intera tua vita e la tua incondizionata fiducia nelle mani di chi ritieni spiritualmente elevato, un modello a cui ispirarsi per evolversi come essere umano, inconsapevolmente deponi qualunque arma di difesa e ti esponi con gioia e con amore nell’impegno più puro per costruire una realtà santa. Leggere delle accuse mosse a Mr. Bikram o delle condanne per violenze sessuali confermate alla fine del secolo scorso nei confronti di diversi Swami conosciuti in tutto il mondo non può che amareggiare chi ha intrapreso la via dello Yoga con sincera convinzione, ma fa emergere un messaggio davvero importante.

Sii il Guru di te stesso.

Ho conosciuto donne piegate dalle molestie subite da chi credevano un Maestro, tradite dopo mesi o anni di dedizione assoluta, circuite in modo subdolo, prive di difese e ormai sole, ostracizzate da circuiti pseudo spirituali che si chiudono come fortezze quando li abbandoni.  Da una parte c’è la giustizia, che in casi come questi può fare o non fare il suo corso, dall’altra c’è la distruzione di un ideale, di un percorso spirituale. Questo danno è spesso irreparabile.

Il tuo viaggio evolutivo è personale e sacro, prendi ciò che di buono ti offre il cammino della tua vita e non attaccarti a immagini, persone, Maestri. Ridimensiona anche il tuo insegnante di Yoga preferito! Si può sempre cadere e anche il più illuminato degli esseri può ritornare ad essere vittima del proprio Ego, può tornare a perdersi nella dualità. Non desidero qui addentrarmi nei meandri della filosofia induista, le considerazioni da fare, visto il tema, sono ben altre. Apri gli occhi. Il tuo cuore ti parla sempre e sa quando qualcosa non va come dovrebbe. Ascoltalo. Abbi fiducia nelle tue innumerevoli capacità, perché saranno loro a portarti lontano. Lasciati ispirare da chi ne sa più di te e poi scrivi tu il resto della storia.

Sii il Guru di te stesso.

Lo sei già.

Silvia Brambilla

Philosophy, Clinical Psychology, Yoga, Mindfulness.