Restorative Yoga: attivissimi nell’immobilità

Mattoncini, coperte, cuscini, elastici, stringhe sono questi – e tanti altri legati alla creatività del momento – gli strumenti del mestiere per chi insegna Restorative Yoga, tecnica che combina meditazione e rilassamento in modo unico.

La mente si quieta, entra in una modalità più riflessiva, allo stesso tempo la muscolatura si rilassa profondamente grazie ai supporti e questo può  anche rendere possibile, con  la pratica, un significativo aumento della mobilità articolare in direzioni specifiche.

Il Restorative Yoga enfatizza la forza e la flessibilità mentale ed emozionale rendendoci nel tempo sufficientemente forti per tollerare e gestire la grande variabilità delle nostre emozioni. E’ una pratica mindful al 100%, molto potente, sebbene guardando una lezione dall’esterno ciò che si nota sono persone immobili, sorrette da cuscini, magari con gli occhi coperti da una comoda mascherina.

Personalmente sorrido sempre divertita quando vedo Jon Kabat – Zinn, “padre” del programma MBSR, fondatore e direttore della Stress Reduction Clinic presso la Facoltà di Medicina dell’Università del Massachusetts,  spiegare di fronte a platee di tutto il mondo cosa fanno i praticanti di mindfulness. Le sue parole suonano spesso più o meno così: “Potete vederci sdraiati ad occhi chiusi. Immobili. Oppure seduti con le mani in grembo a non fare assolutamente niente. O ancora camminare ciondolanti, un pò come sonnambuli, senza andare da nessuna parte!”.

Nella cultura del fare l’idea di una pratica che vada in assoluta controtendenza può essere facilmente bollata come passiva; in realtà, anche se non si vede, c’é tanto di quel lavoro!

Vediamo in sintesi come lavora questa disciplina.

Mentre la tensione muscolare attiva il sistema nervoso simpatico, l’utilizzo di props per minimizzare il lavoro e massimizzare il comfort fisico ed il rilassamento ha come effetto l’attivazione del sistema parasimpatico. Anche la stimolazione sensoriale è ridotta, perché in genere si pratica Restorative in un ambiente quieto, accogliente, caldo (e Semplicemente Spazio è il luogo ideale!), con un conseguente mantenimento del sistema nervoso in uno stato di calma.  Fondamentale è il lavoro sulla respirazione, con particolare enfasi su espirazioni prolungate, per abbassare l’attività nervosa (attivazione del parasimpatico) ed il battito cardiaco.

Nei prossimi post approfondiremo il tema, ora non resta che provare! Vi aspetto per praticare Restorative e per rispondere alle vostre domande a partire da giovedì 21 febbraio, alle 19.45, nei locali di Semplicemente Spazio.

Namaste.

Silvia Brambilla

Yogini, filosofa e autrice, sempre in bilico sull'asse Milano-Madrid. Con un’esperienza quasi ventennale di insegnamento continuativo, migliaia e migliaia di...