Mindfulness, non-attaccamento e amore

“Quando viene lo accogliamo

quando se ne va non lo inseguiamo.

Questa semplice istruzione è un modo molto diretto per trasformare la nostra vita. Se la mettiamo in pratica nei nostri rapporti creiamo un paradiso in terra, indipendentemente da chi viene o se ne va. Non ci aggrappiamo all’altro, proclamando che è ‘nostro’. Vediamo da dove una persona è venuta, e dove sta andando.

Accogliamo chiunque arrivi, non con accuse, richieste o delusioni, ma con la comprensione che ogni persona è un bene prezioso che ci viene dato per un determinato periodo di tempo. E quando arriva il momento di andarsene, onoriamo la sua partenza e non ci mettiamo ad inseguirlo, cioè non lo incolpiamo o non lo accusiamo perché se ne va.

Quando l’altro sente il rispetto e lo spazio che gli offriamo, può essere quello che è e si crea un terreno fertile e un luogo sicuro per l’amore”

tratto da “Lo Zen e l’arte di innamorarsi” di Brenda Shoshanna

Avete mai sentito parlare di non-attaccamento? Per anni è una parola che, associata all’amore, mi ha fatto paura. Sarà perché non l’avevo capita. Già, perché non so se anche voi avete mai provato l’ebbrezza, ma tipicamente a me è stata proposta in contesti e da persone che più che di amore parlavano di libertinaggio sessuale. Niente contro, viva la libertà, ma non sempre la mente e il cuore possono o debbono staccarsi dal corpo ed è allora che praticare mindfulness può essere una scelta interessante e fruttuosa, che come sempre fa bene a noi e fa bene a chi ci circonda.

Se siete in una relazione, chiedetevelo. Se non lo siete, potete farlo rispetto alle vostre relazioni passate.

Quante volte siete disponibili a lasciare che l’altro sia davvero libero? E quante volte invece tentate di controllarlo ritenendo che in qualche modo debba soddisfare le vostre aspettative, richieste e bisogni? Siete davvero sicuri che il mondo debba essere guardato solo dal vostro punto di vista e che imporre il vostro modo di vedere le cose sia una forma di amore, e non di paura? Siete certi che vi faccia bene? A voi, all’altro, alla relazione?

E quante volte invece avete paura che l’altro si allontani e per il timore che questo accada siete persino disposti a tradire voi stessi, mettendo da parte il valore di quello che sentite e di quello che pensate pur di affannarvi a tenerlo vicino? Che cosa state cercando di evitare? Vi sentite liberi quando agite in questo modo? Cosa succede dopo? Come state?

Sapete stare calmi, e non agire precipitosamente interferendo con il fluire naturale delle cose?

Sapete stare fermi, fiduciosi nel fatto che se impariamo ad accogliere e lasciare andare, un respiro alla volta, le cose e le persone così come sono, inevitabilmente la nostra vita si riempirà di ciò che davvero ci nutre e ci fa crescere, svuotandosi un po’ del resto?

Io non lo so se riesco sempre a farlo, a volte mi sento abilissima ed altre mi pare di fallire clamorosamente. Ma so con certezza che praticare mindfulness mi è di grande sostegno per volermi bene e volere bene e per vivere il più possibile ogni momento connettendo corpo, testa, e cuore.

 

Carolina Traverso

BIO PROFESSIONALE Carolina è la fondatrice di Semplicemente Mindfulness. Psicologa e psicoterapeuta, si è formata all'insegnamento della mindfulness con Jon...

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